Ieri sera sono andato a sentire don Giuseppe Ruggieri. È un teologo abbastanza indipendente, diciamo così. Ruggieri ha letto e commentato Il libro di Giobbe.
È il caso di sottolineare che Giobbe non è affatto l’uomo paziente che a volte ci immaginiamo: viceversa, è un vero combattente, che continua ad invocare risposte, che non si arrende al silenzio di Dio, e che anzi vorrebbe fargli una sorta di processo. Come mai il male? E, soprattutto, cosa fare, di fronte al male? Giobbe non lo sa.
Invece, pensano di saperlo tre suoi amici sapienti, che gli dicono di arrendersi alla maestà dell’esistente, allo strapotere dell’incomprensibile, e che lo accusano di blasfemia.
Infatti, in più punti quanto dice Giobbe è azzardato e irriguardoso. Infine, Dio fa sentire la sua voce. Ricorda a Giobbe la sproporzione fra creatura e creatore. Ma, soprattutto, loda Giobbe per avere continuato, nonostante tutto, a combattere, a chiedere. Lo loda per non essersi arreso. Viceversa, rimprovera i tre sapienti (o presunti tali), dice loro di offrire qualche vittima in sacrificio, precisando però che saranno perdonati solo se Giobbe, colui che continua a chiedersi come fare, come resistere, se Giobbe vorrà intercedere per loro.
Come ha ricordato Ruggieri, Il libro di Giobbe è stato interpretato in molti modi differenti, e perfino opposti.
A me è venuto in mente che Giobbe ci parli della nostalgia. Ovvero del dolore per il tempo, per la gioia che fu quando non sapevamo d’averla; e che ci parli anche d’una nostalgia più profonda e in apparenza insensata, la nostalgia per qualcosa che non c’è mai stato, nostalgia della giustizia, ad esempio, nostalgia d’un mondo integro che appunto non c’è mai stato, se non forse nel dolore del dolore.
giovedì 19 marzo 2009
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caro beppe, devo dirti che questa citazione mi ha profondamente toccato anche quando l'ho letta nell'altro blog.
RispondiEliminaMi sento molto vicino alla tua interpretazione della "nostalgia per qualcosa che non c'è mai stata"
Devo dirti che alcunedichiarazioni di alcuni postcomp. mi hanno disarmato. Non mi sento di sentirmi in tutto migliore di altri, di cercare un'altra dimora perchè Catania non mi merita....
Sono disarmato perchè di fronte a questi problemi mi sento piccolo, piccolo. Non saprei che cosa fare. Ammetto di non avere la forza ma ritengo anche che non sia giusto prendermi in giro facendo dichiarazioni roboanti.
ciao, ciao antonello
PS vieni anche tu alla cena di sabato prossimo a casa mia!
scusa il mi mi
RispondiEliminaL'ho ritrovato finalmente, bene!
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